Con l’avvento di Basilea 3 e del IFRS 9, nella concessione dei finanziamenti alle Piccole e Medie Imprese, diventa centrale il Rating assegnato all’azienda che è composto dal giudizio sull’ andamentale desumibile dalla Centrale Rischi. Il merito creditizio rappresenta l’affidabilità economico-finanziaria di un soggetto tale da influire sul rischio finanziario connesso all’erogazione di credito a suo favore.

La Centrale Rischi, gestita dalla Banca d’Italia, fornisce agli intermediari partecipanti un’informativa utile per la valutazione del merito creditizio della clientela e, in generale, per l’analisi e la gestione del rischio di credito. Tra i suoi obiettivi ci sono il miglioramento della qualità del portafoglio crediti delle banche e il rafforzamento della stabilità del sistema creditizio. La Centrale dei rischi censisce, mensilmente, informazioni di carattere individuale concernenti i rapporti di credito e di garanzia che il sistema creditizio intrattiene con la propria clientela.

Nella visura che la Banca d’Italia fornisce, le informazioni sono suddivise nelle seguenti categorie:

  • Rischi autoliquidanti: finanziamenti concessi per consentire alla clientela l’immediata disponibilità dei crediti non ancora scaduti vantati nei confronti di un terzo. Il rimborso avviene attraverso l’incasso da parte dell’Intermediario di tali crediti (esempio: anticipi su fatture, sconto/anticipi di portafoglio, operazioni di factoring).
  • Rischi a scadenza: finanziamenti rimborsati dal cliente secondo modalità e scadenze prefissate contrattualmente e prive di una fonte di rimborso predeterminata (esempio: mutui ipotecari e/o chirografari, leasing, prestiti personali).
  • Rischi a revoca: finanziamenti, scoperto di conto, che il cliente può utilizzare rispettando i termini contrattuali con la facoltà da parte della Banca di revocare l’affidamento anche in mancanza di giusta causa.
  • Crediti di Firma: garanzie prestate per operazioni di natura commerciale o finanziaria. Sono le garanzie che la Banca si impegna a coprire in presenza di inadempimenti di obbligazioni da parte del cliente nei confronti di terzi.
  • Garanzie Ricevute: garanzie personali e reali che il soggetto segnalato fornisce alla Banca a garanzia degli affidamenti concesso ad altro soggetto.
  • Derivati Finanziari: contratti derivati per la copertura di tassi – cambi – materie prime etc. (esempio: swap su tassi d’interesse che prevede che le controparti si scambino a date prestabilite, interessi a tasso fisso contro interessi a tasso variabile calcolati su un capitale di riferimento).

Nella valutazione del merito di credito le Banche, e in generale gli intermediari finanziari, attribuiscono una forte valenza al comportamento dell’azienda nel corretto utilizzo degli affidamenti. Un’indagine condotta da Banca d’Italia sulla domanda e offerta di credito alle imprese sottolinea come nel corso degli anni ” le richieste di credito sono state prevalentemente destinate a finanziare il capitale circolante”.

E’ fondamentale per l’azienda prestare la massima attenzione all’utilizzo delle linee rispetto all’accordato. Le percentuali indicative che denotano tensione negli utilizzi sono:

  • linee autoliquidanti: un utilizzo costantemente uguale o superiore al 100% dell’accordato è indice di tensione. Magari semplicemente dovuto al fatto che l’azienda ha incrementato il fatturato e non ha avuto un contestuale aumento degli affidamenti e/o ha allungato i propri tempi di incasso.
  • linee a revoca: se l’utilizzo si attesta tra il 75% e il 90% ci si trova di fronte ad una tensione definita media” per passare a fortese l’utilizzo supera costantemente il 90%. Utilizzi a “tappo” o addirittura in sconfinamento sono segnali inequivocabili che il soggetto ha una chiara tensione finanziaria

L’analisi dell’accordato e dell’utilizzato, in Centrale Rischi, permette di verificare i margini di disponibilità che l’azienda gode sul sistema creditizio. Più ampia la disponibilità maggiore è la tranquillità dell’impresa e dell’intermediario di potere fare fronte a temporanee esigenze di liquidità derivanti da squilibri finanziari di breve termine.

Una variazione significativa nel numero dei soggetti segnalanti, la modifica della durata o della tipologia di affidamento possono essere interpretati dagli istituti di credito come i primi segnali della volontà di procedere ad un contenimento della propria esposizione per ridurre il rischio in caso di insolvenza del soggetto.

Il requisito per un’azienda in equilibrio finanziario è quella di avere un indebitamento ragionevole e sostenibile; significa rispettare la regola delle scadenze. L’impresa deve pertanto porre attenzione:

  • a non sconfinare rispetto al fido accordato e a non essere insolvente per oltre 90 giorni;
  • agli insoluti;
  • alla presentazione di clienti insolvibili;
  • alla canalizzazione dei flussi;
  • alla concentrazione del rischio;
  • ai tempi di apertura del castelletto.

Avere una visione chiara e consapevole della Centrale Rischi permette all’azienda di migliorare sensibilmente i rapporti con il sistema bancario prevenendo squilibri finanziari e operandosi al fine di ottenere progressivamente un rating che le possa permettere di accedere a nuove risorse e ulteriori affidamenti a minor costo.

Una corretta gestione del credito commerciale, dall’analisi di solvibilità della clientela alla capacità di incassare bene , sicuramente agevola l’azienda nel rapporto con le Banche.

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