Il fido bancario o affidamento rappresenta l’ammontare massimo del credito messo a disposizione del cliente da una banca o una società finanziaria. Il fido consiste dunque nell’apertura di una linea di credito in favore di un privato o di una impresa.

L’affidamento non deve essere necessariamente utilizzato per intero: normalmente la somma messa a disposizione del cliente è utilizzata solo in parte e gli interessi richiesti dall’intermediario sono calcolati solo sul credito effettivamente erogato. Per questo motivo si parla di fido utilizzato per indicare la somma realmente prestata al cliente e di grado di utilizzo di un fido per indicare la percentuale della linea di credito utilizzata.

Prima della concessione di un fido l’intermediario finanziario si accerta dell’affidabilità del cliente.

La banca, in genere, concede un fido all’azienda valutando tre parametri:

  • l’importo del fido concesso;
  • la durata del fido;
  • le garanzie richieste.

Con riferimento alla durata del fido, possiamo distinguere due diverse tipologie:

  • Fido a revoca: ogni anno la banca analizza la situazione finanziaria dell’azienda, per valutare se è meritevole della conferma. Nel caso decida di non confermare l’affidamento, inoltra all’azienda una raccomandata di revoca del fido.
  • Fido a scadenza: il fido viene rilasciato con una scadenza specifica, di durata massima di 12 mesi. Si verifica quando l’azienda ha una specifica esigenza di breve periodo.

Con riferimento alle garanzie, possiamo distinguere tra:

  • Fido bancario allo scoperto: non è garantito;
  • Fido garantito: la banca chiede una garanzia reale (come il pegno su titoli o ipoteca su immobile) o una garanzia personale (quale, ad esempio, la garanzia personale dei soci).

Sono principalmente tre le tipologie di spese correlate al fido di conto corrente:

  • interessi bancari;
  • commissione Disponibilità Fondi;
  • commissione di Istruttoria Veloce – CIV.

Lo sconfinamento del fido può essere la conseguenza di diverse situazioni tra cui:

  • sconfinamento creato da maggior utilizzo del fido;
  • sconfino tecnico in fase di rinnovo del fido;
  • sconfinamento derivante da riduzione / revoca fido bancario da parte della banca.

Utilizzare il fido oltre l’accordato dalla banca ha una serie di conseguenze negative che, a seconda della gravità, riduce drasticamente la reputazione bancaria dell’azienda.

Le prime conseguenze certe sono:

  • segnalazione dello sconfino in Centrale Rischi Banca d’Italia e nelle quattro centrali rischi private (Eurisc, Experian, CTC e Assilea);
  • peggioramento del rating assegnato dalle banche;
  • difficoltà ad accedere a nuovo credito e aumento del rischio di riduzione / revoca affidamento da parte della banca;
  • aumento delle condizioni (tassi e spese) applicate dalla banca, giustificato dal fatto che l’azienda è “rischiosa”.

Nell’utilizzo del fido l’azienda deve prestare attenzione a:

  • evitare di utilizzare il fido oltre l’importo concordato dalla banca;
  • movimentare adeguatamente il conto corrente oggetto dell’affidamento ed evitare il più possibile le “tensioni” sugli utilizzi.

Una corretta gestione del credito commerciale sicuramente agevola l’azienda nel rapporto con le Banche.

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