Nella prospettiva della valutazione dei rischi d’impresa sulla base dell’analisi di bilancio, occorre tener presente che la probabilità di default dell’impresa è anche funzione della probabilità di default dei clienti.

Considerando la qualità dei clienti, potrebbe verificarsi anche un paradosso:

Nell’esempio si contrappongono due realtà che differiscono sia in termini di reddito che in relazione alla qualità dei loro clienti. Quest’ultimo diventa determinate nell’attribuzione del rating da parte della banca. Seppur in presenza di inefficienze, e quindi di redditi incostanti, l’azienda B potrebbe godere comunque godere di un rating migliore dell’azienda A grazie ad un ottimo portafoglio clienti che le consente di avere una minore probabilità di default.

Ne deriva che nel valutare il rischio di un’azienda non è sufficiente considerare il risultato economico da essa conseguito (utile/perdita) ma è necessario anche valutarne l’aspetto finanziario. In presenza di un utile positivo sarà imprescindibile analizzare l’origine di tale risultato positivo, ossia se esso deriva da ricavi che si sono tradotti prevalentemente in entrate di cassa o in aumento di crediti. Se il fatturato conseguito risulti derivante da crediti per i quali l’azienda incontra difficoltà di riscossione questa circostanza potrebbe pesare sulla situazione del rischio dell’impresa.

Tale problema connesso ai crediti si riduce se viene operata una corretta riclassificazione dei crediti (considerando anche le scadenze e la probabilità di riscossione) tra liquidità differite e immobilizzazioni finanziarie dello Stato Patrimoniale.

Ai fini del merito creditizio, l’azienda potrebbe migliorare la qualità dell’indice di liquidità immediata escludendo dal numeratore i crediti di dubbia riscossione inserendoli tra le immobilizzazioni finanziarie. In questo modo si migliora l’indice in qualità non in quantità (dal momento che si riduce il valore del rapporto) tuttavia questa operazione di trasparenza è molto apprezzata dalle banche.

GEAP supporta le imprese nella valutazione del portafoglio clienti e nell’aging analysis, individuando sulla base del profilo di rischio le opportune azioni da compiere.

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