A livello globale nell’ultimo secolo siamo stati colpiti dalle seguenti crisi finanziarie:

La Grande depressione del 1929: – 86% (calo in 34 mesi): iniziata negli Stati Uniti con il crollo della Borsa valori di New York (ottobre 1929) e protrattasi per un decennio. L’avvio della ripresa si può datare intorno al 1933; la fine vera e propria della grande depressione si colloca pressappoco all’inizio della Seconda guerra mondiale.

La Grande recessione del 2007: – 56% (calo in 17 mesi): è stata causata dal crollo dei mutui subprime. Da questa crisi le banche ebbero notevoli contraccolpi in termini di capitale, perdite tali da portare al fallimento nel 2008 di Lehman Brothers. In questo modo la crisi divenne capillare ed a causa del panico dilagante sui mercati in ogni parte del mondo ci furono le note conseguenze di questi mancati pagamenti.

Bolla delle dot-com degli anni 1997 – 2000: – 49% (calo in 30 mesi): una bolla speculativa legata alla scoperta delle nuove tecnologie informatiche. Alla fine degli anni ‘90 il desiderio di crescita spasmodico dovuto in gran parte alla maggiore accessibilità al World Wide Web portò molti imprenditori ad investire in internet, creando un gran numero di società online. Ci fu un vero e proprio boom. Le conseguenze della bolla speculativa si manifestarono a poca distanza e la maggior parte delle aziende Dot-com iniziò ad implodere. Nell’ottobre del 2000, il mercato perse oltre il 75% del suo valore.

Crisi petrolifera degli anni ’70: – 48% (calo in 21 mesi): ottobre 1973 l’esercito egiziano di concerto con quello siriano attacca Israele. La guerra finì dopo una ventina di giorni con la proclamazione di un cessate il fuoco tra le due parti. Contemporaneamente all’inizio dei combattimenti Egitto e Siria raddoppiarono il prezzo di vendita del petrolio a livello mondiale e diminuirono del 25% le esportazioni. Gli altri paesi arabi appartenenti all’OPEC appoggiarono la causa e bloccarono le proprie esportazioni di petrolio verso Stati Uniti e Paesi Bassi fino al gennaio 1975. L’ Italia in questo periodo scopre una nuova parola “austerity. Nel 1974, a Parigi, nasce l’Agenzia Internazionale per l’Energia, l’organismo istituito dai Paesi occidentali per coordinare le politiche energetiche ed evitare altri choc.

Covid – 19 anno 2020: dal 10 marzo 2020 al 04 aprile 2020: – 37% (calo in 3 settimane). Si tratta di uno dei cali più rapidi della storia. Mai nella storia italiana ci siamo trovati ad affrontare una crisi sanitaria, sociale ed economica.

Le crisi economiche prodotte da fattori interni al sistema economico sono di intensità maggiore e hanno tempi di recupero più lunghi rispetto ai valori pre-crisi.

L’indagine condotta da Bain & Company suggerisce procedure di contingency plan di secondo livello che includano la separazione di operazioni e servizi essenziali, concentrandosi su clienti ad alta priorità, e l’implementazione di preparativi operativi e finanziari coerenti con una recessione a tre quarti.

Gli impatti sulla generazione di cassa

  • Flusso di cassa caratteristico: riavvio lento, riduzione consumi interni –> flessione del fatturato, dei margini e del FCFO;
  • Capitale Circolante Netto Operativo: riduzione fatturato, allungamento tempi di pagamento dei clienti e ridotti margini di manovra con i fornitori –> scarsa liquidità;
  • Investimenti: cancellazione/rinvio investimenti espansione –> riduzione capex;
  • Dividenti: esigenze finanziarie a monte, forte contrazione utili, rilevazioni di perdite –> tagli.

Le aziende dal nostro punto di vista dovranno, a seguito di una fase di pre  – analisi (swot analysis, what if/scenario analysis ecc.) che coinvolga gli stakeholder, procedere a (i) valutare i tempi di risposta nel ripristinare le normali attività e le perdite che si potranno registrate (in termini di fatturato, incassi potenziali, ecc.); (ii) definire un piano di contenimento dei rischi e ideare un piano di ripartenza definendo nel contempo un team di lavoro dedicato;  (iii) attuare il piano con tempestività e (iv) prevedere check regolari con le opportune correzioni.

GEAP supporta le imprese nello screening del portafoglio crediti, nella verifica della solvibilità dei Clienti e, a seconda del profilo di rischio, svolge attività di credit triage, dove le soft skill della negoziazione diventano uno degli elementi fondamentali. 

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