La solvibilità è la capacità dell’impresa di far fronte agli impegni finanziari a breve termine (fornitori, fidi delle banche e quota a breve dei mutui, etc.) grazie alla liquidità già disponibile o che si produrrà nel breve periodo grazie all’incasso dei crediti e alla cessione del magazzino. Solitamente si utilizzano due indici:

Current ratio = (Attività correnti) / (Passività correnti)

Quick ratio = (Attività correnti – Magazzino) / (Passività correnti)

La letteratura suggerisce dei valori considerati ottimali per i due indici e questi sono:

Current ratio: deve stare nel range 1.5 – 2.5

Quick ratio: deve essere maggiore di 1 ma inferiore a 2

Questi valori sono solo indicativi in quanto dipendono fortemente dal settore in cui l’azienda opera.

Lo studio di Current e Quick ratio non è sufficiente per comprendere se una azienda è liquida.

Nell’attività di una impresa si originano dei cicli monetari dovuti allo sfasamento temporale tra pagamento dei fornitori ed incasso dai clienti.

Ciclo Monetario (Cash conversion Cycle) =

Giorni Scorta Media Magazzino (Days Sales of Inventory) +
Giorni Credito ai Clienti (Days Sales Outstanding) –
Giorni Debito dai Fornitori (Days Payable Outstandig)

Poiché non ne esiste uno uguale per tutti i tipi di imprese occorre fare riferimento alle medie settoriali, al tipo di attività effettivamente esercitata e alle condizioni nelle quali viene esercitato il business.

Le variazioni e le eventuali anomalie del ciclo monetario influenzano in modo decisivo le grandezze che fanno parte del CCNo il cui aumento può rappresentare un problema per la gestione della liquidità aziendale a causa del suo “effetto spugna”.

Risulta fondamentale controllare le eventuali variazioni anomale ponendo attenzione a quelle che riguardano i crediti (derivanti per esempio da difficoltà a incassare, dall’orientamento a una diversa tipologia di clientela ecc.) e i debiti commerciali (mutato potere contrattuale dei fornitori ecc.).

Una variazione anomala del ciclo nella componente dei crediti commerciali potrebbe segnalare difficoltà gestionali dell’azienda che non ha monitorato attentamente i pagamenti della propria clientela.

Anomalie possono derivare anche dai rapporti con i fornitori strategici, ovvero aziende dei cui prodotti non si può fare a meno, pena la perdita di competitività e di significative quote di mercato.

I debiti commerciali possono quindi rappresentare sia la misura della fiducia che riscuote l’imprenditore presso i suoi stakeholder, sia un problema per la liquidità (laddove sia necessario saldarli con scadenze assai brevi). Sotto questo profilo la gestione del magazzino riveste un’importanza notevole: l’aumento di merci immagazzinate rappresenta un allarme di grande rilievo per l’azienda e gli stakeholder perché segnalerebbe una gestione problematica.

L’esperienza insegna che spesso l’aumento delle vendite non compensa la liquidità assorbita dal circolante attraverso la crescita dei margini. È dunque opportuno verificare con attenzione ex-ante le possibili conseguenze di politiche commerciali basate sull’allungamento dei tempi di incasso.

Il ciclo monetario deve essere gestito con attenzione ricordando che l’effetto spugna provocato nel capitale circolante netto operativo è un flusso di cassa molto importante.

GEAP supporta le imprese nella valutazione dei clienti e dei fornitori, nella gestione e nel recupero del credito.

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