Utile e flussi di cassa non sono la stessa cosa: un’ azienda può ottenere un risultato economico positivo e un flusso di cassa negativo e viceversa. Lo scostamento temporale che intercorre tra la realizzazione dell’utile e la generazione di un flusso di cassa positivo comporta, generalmente, un fabbisogno finanziario che va monitorato per una corretta gestione del business.

La solvibilità è la capacità dell’ azienda di far fronte agli impegni finanziari a breve termine (fornitori, fidi delle banche e quota a breve dei mutui, etc.) grazie alla liquidità già disponibile o che si produrrà nel breve periodo grazie all’incasso dei crediti e alla cessione del magazzino. Solitamente si utilizzano due indici:

Current ratio = (Attività correnti) / (Passività correnti)

Quick ratio = (Attività correnti – Magazzino) / (Passività correnti)

Lo studio di Current e Quick ratio non è sufficiente per comprendere se una azienda è liquida.

Nell’attività di un’ impresa si originano dei cicli monetari dovuti allo sfasamento temporale tra pagamento dei fornitori ed incasso dai clienti.

L’acronimo CCC viene usato di norma per definire il Capitale Circolante Commerciale ma CCC significa anche “Cash Conversion Cycle”  (ciclo di conversione della liquidità); questo indicatore esprime in giorni quanto tempo impiega l’azienda a “trasformare” gli acquisti in vendite e, successivamente, in incassi.

Cash Conversion Cycle

DIO (giorni di magazzino) + DSO (giorni di dilazione concessi ai clienti) – DPO (giorni di dilazione concessi dai fornitori)

Le variazioni e le eventuali anomalie del ciclo monetario influenzano in modo decisivo le grandezze che fanno parte del CCN il cui aumento può rappresentare un problema per la gestione della liquidità aziendale a causa del suo “effetto spugna”.

Risulta fondamentale controllare le eventuali variazioni anomale ponendo attenzione a quelle che riguardano i crediti (derivanti per esempio da difficoltà a incassare, dall’orientamento a una diversa tipologia di clientela ecc.) e i debiti commerciali (mutato potere contrattuale dei fornitori ecc.).

Una variazione anomala del ciclo nella componente dei crediti commerciali potrebbe segnalare difficoltà gestionali dell’azienda che non ha monitorato attentamente i pagamenti della propria clientela.

Anomalie possono derivare anche dai rapporti con i fornitori strategici, ovvero aziende dei cui prodotti non si può fare a meno, pena la perdita di competitività e di significative quote di mercato.

L’ aumento di merci immagazzinate rappresenta un allarme di grande rilievo per l’azienda perché segnalerebbe una gestione problematica.

L’esperienza insegna che spesso l’aumento delle vendite non compensa la liquidità assorbita dal circolante attraverso la crescita dei margini.

GEAP, con oltre vent’anni di esperienza, sostiene le aziende in tutte le fasi di gestione e tutela del credito : i) affidabilità del Cliente; ii) monitoraggio del portafoglio Clienti, analisi e valutazione del rischio di credito collegato; iii) gestione dello scaduto; iv) recupero del credito.

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