Utile e flussi di cassa non sono la stessa cosa: un’ azienda può ottenere un risultato economico positivo e un flusso di cassa negativo e viceversa. Lo scostamento temporale che intercorre tra la realizzazione dell’ utile e la generazione di un flusso di cassa positivo comporta, generalmente, un fabbisogno finanziario che va monitorato per una corretta gestione del business.

La solvibilità è la capacità dell’ azienda di far fronte agli impegni finanziari a breve termine (fornitori, fidi delle banche e quota a breve dei mutui, etc.) grazie alla liquidità già disponibile, o che si produrrà nel breve periodo, all’incasso dei crediti e alla cessione del magazzino.

Nell’ attività di un’ impresa si originano dei cicli monetari dovuti allo sfasamento temporale tra pagamento dei fornitori ed incasso dai clienti (prima si acquista e si trasforma e dopo si vende). Il ciclo degli incassi e dei pagamenti nel tempo genera un differenziale che determina un fabbisogno finanziario da coprire attraverso il ricorso ai debiti finanziari di “breve” presso le banche o il mercato finanziario.

L’acronimo CCC viene usato di norma per definire il Capitale Circolante Commerciale ma significa anche Cash Conversion Cycle  (ciclo di conversione della liquidità); questo indicatore esprime in giorni quanto tempo impiega l’azienda a “trasformare” gli acquisti in vendite e, successivamente, in incassi. E’ composto da 3 indicatori:

  • giorni medi dell’azienda per pagare i fornitori (DPO);
  • giorni medi di magazzino in azienda (DIO);
  • giorni medi per incassare il credito dai clienti (DSO).

Le variazioni e le eventuali anomalie del ciclo monetario influenzano in modo decisivo le grandezze che fanno parte del CCN il cui aumento può rappresentare un problema per la gestione della liquidità aziendale a causa del suo “effetto spugna”.

Risulta fondamentale controllare le eventuali variazioni anomale ponendo attenzione a quelle che riguardano i crediti (derivanti per esempio da difficoltà a incassare, dall’orientamento a una diversa tipologia di clientela ecc.) e i debiti commerciali (mutato potere contrattuale dei fornitori ecc.).

Per controllare i ritardi di pagamento delle fatture, da parte dei clienti, e quindi l’ anzianità del credito si utilizza comunemente un report denominato “Ageing analysis che fornisce una riclassificazione dell’insoluto in funzione del tempo che è trascorso dalla data di scadenza della fattura. La velocità di realizzazione del report, il tempo impiegato per fare analisi su cluster critici, la tempestività con cui concordare e attuare le azioni correttive (come ad esempio invio di solleciti) hanno un impatto diretto sul DSO.

Uno degli obiettivi primari del Credit Manager consiste nell’aumentare il flusso di cassa e ridurre il rischio legato al credito. Per ottimizzare il Cash flow è necessario:

  • implementare la policy e le procedure per il recupero dei crediti;
  • definire e condividere, con le altre funzioni aziendali, una strategia per la gestione dei clienti monitorando prestazioni, controversie e insoluti ;
  • rendere chiare le condizioni, i metodi di pagamento, le scadenze e i contatti aziendali;
  • essere precisi nell’emissione e nell’invio delle fatture;
  • utilizzare un gestionale del credito al servizio della Credit Policy.

La capacità di incassare tempestivamente i propri crediti è fondamentale per ogni azienda perché influisce direttamente sulla sua immagine e determina ricadute su:

  • rating aziendale;
  • accesso al sistema bancario;
  • accesso al credito di fornitura;
  • market reputation.

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